sabato , 20 dicembre 2014
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Linkedin e il Mistero dei Meganodi

Cosa sono i Meganodi? O meglio, chi sono?

Mi immedesimo in un vocabolario:

Si definisce Meganodo un utente all’interno della nostra rete in grado di ampliare in modo esponenziale le connessioni di secondo livello e che influisce notevolmente nelle connessioni di primo livello interagendo con tutti i gruppi primari.

Come al solito le definizioni (in questo da caso da me inventata) sono più difficili da ricordare che da capire (forse).

Da oggi in poi sarà definito come:

Il primo principio dei Meganodi di Paolo Bruno.

Vediamo su cosa si basa questo principio:

Linkedin è un Social Network Professionale basato sui livelli di connessione.

Ogni connessione diretta è di 1° Livello, tutti “gli amici degli amici” sono connessioni di 2° Livello, tutto il resto viene definito come 3° Livello.

In realtà i livelli sono più di 3 ma non si ha alcuna visibilità dopo il 2°. Non ci è dato sapere quanti contatti ci separano da quel lontano utente di 3° Livello (si teorizza che al massimo possano essere 6).

Che funzione hanno i Livelli?

Il motore di ricerca interno di Linkedin è basato su un algoritmo molto complesso che a grandi linee tiene conto in ordine di importanza:

  • Key di ricerca
  • Livello di collegamento
  • Città
  • Notorietà (segnalazioni, influenza nei gruppi, ultimi aggiornamenti …)
  • Lingua
  • tutto il resto.

Dopo aver fatto varie prove empiriche con amici e colleghi sono giunto alla conclusione che circa il 70% dei risultati derivano dai primi 3 fattori.

Questo vale per tutti gli account privati (compresi i premium), quindi anche per tutte le ricerche che vengono effettuate da Head Hunter, Recruiter ecc …

Questo significa che se vuoi apparire in prima pagine devi:

Usare le key giuste nei campi corretti del profilo (non tratteremo questo argomento, ci sono centinaia di articoli su Google, pensiamo a cose più serie, i Meganodi :D )

Passiamo ai “Livelli di collegamento”. Chi esegue la ricerca riceverà prima i risultati che hanno le key di ricerca nel proprio profilo e sono collegamenti di 1° grado, poi appariranno i collegamenti di 2° grado e così via. Ci sono ovviamente delle eccezioni dovute alla Città di residenza e a tutti gli altri piccoli fattori.

Provate a inserire una Key presente nel “titolo” di un vostro collegamento di 1° grado, con molta probabilità sarà nella prima pagina della vostra ricerca.

Oppure provate ad aggiungere me ed usare le parole di ricerca “Solution Architect”, “Solution Leader” o qualche certificazione MCITP, RHCSA, Microsoft … quasi sicuramente apparirò tra i primi risultati.

Ovviamente avere molti contatti su Linkedin richiede tempo, è faticoso, inoltre perché qualcuno che già vi conosce dovrebbe cercarvi e offrirvi un lavoro? Aggiungere a manina migliaia di HH e Recruiter rischiando di vedervi rifiutata la richiesta di contatto non è proprio una genialata.

L’unica alternativa è cercare di entrare nei contatti di secondo livello di chi esegue le ricerche (HH, HR e affini), ecco che arrivano i Meganodi!

Un Meganodo può essere un collega, un Recruiter o anche una utente completamente esterno ma che una volta inserito genera un’esplosione di nuovi collegamenti.

Facciamo un esempio pratico.

Prendiamo l’account di Olaf Cois, mio ex-collega in DELL, ed analizziamo la sua rete.

Premere sull’immagine per ingrandire.

Come possiamo notare ha circa 250 contatti divisi principalmente in 3 Gruppi Primari (Azzurro, Verde e Arancione) e uno piccolino (Rosa).

I gruppi si differenziano tra di loro a seconda delle aziende e collegamenti in comune.

Io mi trovo nel gruppo Azzurro poiché è quello che rappresenta chiunque abbia lavorato in DELL.

Nella sua rete sono uno dei pallini più grandi, il che significa che io e Olaf abbiamo molti contatti in comune (1ª condizione soddisfatta)

Ho connessioni in comune in tutti i suoi gruppi primari persino con quello minuscolo, questo significa che la penetrazione all’interno della sua rete è molto elevata (2ª condizione soddisfatta)

Ora rimane da soddisfare la 3ª condizione: aumento esponenziale dei contatti di secondo livello.

Questa è la mia rete, non si capisce nulla perché sono migliaia di contatti. Anche l’ultima condizione è stata soddisfatta.

Premere sull’immagine per ingrandire.

Sono un Meganodo di Olaf Cois.

Tutti i miei contatti di Primo Livello (e quindi di Secondo Livello per lui) che cercheranno una key presente nel suo profilo, avranno Olaf nelle prime pagine.

Non è necessario apparire in prima pagina perché tanto saranno sempre gli stessi. Ricordate? I contatti di Primo Livello hanno la precedenza. Sicuramente tra i primi risultati ci sarò io (ammesso che abbiamo le stesse key nel profilo ovviamente), ma già mi conoscono, possono contattarmi privatamente, non hanno bisogno di cercarmi, andranno avanti con le pagine sino ad arrivare ai contatti di Secondo Livello.

Qualche piccola nota:

Rimarrò per sempre un Meganodo di Olaf?

Non è detto, se in futuro riceverà molte richieste ed amplierà la rete io potrei non essere di alcun aiuto.

Un utente esterno alla rete di Olaf che viene aggiunto ma non ha alcun contatto in comune è un Meganodo?

Diciamo che non è originale, non influenza in alcun modo i parametri secondari del motore di ricerca ed essendo fuori dalla rete nulla ha a che fare con ciò che servirebbe a Olaf.

Quindi aggiungere a caso qualcuno con molti contatti non serve a nulla?

Esattamente,  per lo meno trovatene qualcuno che abbia qualcosa a che fare con voi; ambito lavorativo, gruppi di discussione, amici …

Se volete aiutarmi in questa analisi potrete sempre aggiungermi qui.

Per le domande guardate in basso, vedete quella box dove c’è scritto commenti? Ecco, bravissimi.

Ciao Ciao

About Paolo Bruno

IT Architect, Big Data and HR Consultant, Blogger per professione, Social addicted per natura. Attualmente vivo diviso tra Milano e San Francisco.

11 commenti

  1. Ciao Paolo. Molto interessante. Mi mandi il link per scaricare l’app che mi disegna la rete? Penso che farò un post sul mio blog. Ora qualcuno potrebbe dire: e che c’entra con la scrittura tecnica? Intanto il modo in cui riesci, in poche righe, a sviscerare un argomento non proprio elementare, è un ottimo esempio di scrittura essenziale, efficace, precisa, esaustiva,… cioè di scrittura tecnica! Poi il mio blog è frequentato da freelance writers che possono trarre beneficio da questi spunti. E poi anche saper scegliere “le parole giuste” per costruire un profilo Lnkedin efficace… è scrittura tecnica. E in particolare su quest’ultimo argomento, ma non solo su questo, sei veramente bravo. Complimenti, ti leggo sempre con piacere.

  2. Molto interessante.
    E spiegato semplicemente!

    Non ho capito come si fa per vedere graficamente la propria rete. Puoi aiutarmi?
    Grazie
    Franco

  3. che delusione. ho cliccato sull’articolo perché avevo letto “likedin e il mistero dei meganoidi”. daitarn 3 a parte, bell’articolo :)

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